Due passi sull’Antica Via Clodia

Da Roma a Grosseto lungo la Via Clodia

… bella e fresca idea!

20140421-093453.jpg

Alberto
(Twitter @AlbertoRosa22)

Annunci

Il Friuli Venezia Giulia ti mette le ali

Alitalia, la compagnia aerea italiana, ha presentato il nuovo Airbus A319.
E fino a qui non c’è nulla di sorprendente.

Quello che incuriosisce è la struttura esterna dell’aeromobile è tutta griffata Friuli Venezia Giulia, con tanto di sito internet in bella evidenza.

20140412-091603.jpg

Il muso nero dell’aereo è quasi inseguito da un enorme figura di uccello bianco, che sembra un airone di quelli che vivono nella magnifica laguna tra Marano e Grado, che dista 30 km dall’aeroporto friulano di Ronchi dei Legionari.

Le ali dell’Airbus e quelle dell’airone di laguna si sovrappongono e l’effetto è molto curioso.

Il Friuli Venezia Giulia ti mette le ali…

Buon volo!

Alberto

(Twitter: @AlbertoRosa22)

Cuore del Friuli / Heart of Friuli

Un breve video realizzato

dalla Comunità Collinare del Friuli

per promuovere il suo territorio

 

Conosco bene quelle zone e questo video è molto… vero!

Mandi

Alberto

(Twitter @AlbertoRosa22)

3:32 – Un video per ricordare il terremoto dell’Aquila, 6 aprile 2009

Un  video che mi ha emozionato e che racconta il terremoto dell’Aquila, epilogo, il 6 aprile del 2009, di una serie di episodi sismici iniziati almeno nel dicembre del 2008.

La voce narrante (da brividi) è dell’attore italiano Giancarlo Giannini.

Il video è stato realizzato dagli studenti del Centro Sperimentale di Fotografia dell’Aquila.

Il titolo “3:32” è l’orario preciso della prima scossa.

http://video.corriere.it/aquila-ore-332-tragedia-un-corto-d-autore/eea5ffb6-bb19-11e3-8a36-5d2bd872f898

Alberto

(Twitter @AlbertoRosa22)

 

Un Cinquecento Inquieto: dolcezze ed eresia tra Venezia e la Germania

Un Cinquecento inquieto nasconde una storia prepotente, vivace, urlante. Un Cinquecento inquieto rimbomba nelle sale di palazzo Sarcinelli a Conegliano che sino all’8 giugno ospita la prima mostra di una trilogia, che si concluderà nel 2016, e che nel primo capitolo vuole essere un viaggio tra il paesaggio dolce delle colline trevigiane e i segnali crudi del confronto tra Riforma luterana e Controriforma, attraverso le opere d’arte e i documenti che raccontano quel periodo.

Un viaggio denso di personaggi, uomini e donne, figure magnetiche, tra pregi e ambiguità, che la Stria ha voluto far incontrare a Conegliano, al centro di un domino che si ingrandiva sempre più.  

Il portone d'ingresso di palazzo Sarcinelli a Conegliano.

Il portone d’ingresso di palazzo Sarcinelli a Conegliano.

Un Cinquecento Inquieto, fino all'8 giugno a palazzo Sarcinelli, Conegliano (TV)

Un Cinquecento Inquieto, fino all’8 giugno a palazzo Sarcinelli, Conegliano (TV)

Andiamo con ordine…

In Germania Martin Lutero nel 1516 dice che c’è qualcosa che non quadra nel sistema delle indulgenze del Papato e l’idea è talmente esplosiva da lanciare le proprie schegge in tutta Europa. Le schegge rimbalzano nelle menti e finiscono in libri, quadri, nei modi di vedere e vivere il mondo. E il Papa ha paura, quindi alza le barriere. Non può far scappare Venezia che, a dire il vero, era concentrata sul proprio essere Serenissima, piuttosto che sulle tensioni tra Papato e Riforma luterana. Però c’è un territorio, appena sopra Venezia, che i veneziani utilizzano come giardino, coltivano il vino, gli amori, i lussi. E’ una zona gaudente ed operosa. Una zona che sta bene, dove progredisce in fretta l’arte, dove nascono nuovi stili. Una zona al crocicchio tra la Germania e il resto del mondo. Un territorio ideale per il confronto e lo scontro tra idee, una mescolanza che genera quell’Inquietudine che dà il titolo alla mostra.

La campagna attorno a Conegliano (Ph amacarancione_ar)

La campagna attorno a Conegliano (Ph amacarancione_ar)

Conegliano era il luogo di vacanza dei nobili di Venezia e Venezia era una potenza commerciale, militare, culturale, una città di confine, anche se l’unico confine visibile è il mare. Conegliano si trova lungo la via Alemagna che porta(va) dalla Germania giù sino a Venezia, quindi all’odierna Istanbul, quindi a Gerusalemme, ma anche alla Spagna, ma anche a Roma.

Andata e ritorno.

Una via perfetta per far muovere le persone e con le persone si spostano le merci, i soldi, i cibi, le stoffe, i libri. Le idee.

E nascono i confronti. Un territorio che nella prima metà del ‘500 diventa per caso laboratorio, fisico e civile, di incroci e interferenze. Un territorio che sembra abbracciare le idee germaniche non tanto per convinzione reale, ma perché sono nuove, provengono dal vento che soffia dai boschi del Cansiglio e del Montello che che la sera, con gli aromi dei pini e della resina, arricchisce le vigne con qualcosa di nuovo. Ed è una terra che ospita una stirpe di artisti incredibile: Cima da Conegliano, Palma il Vecchio, Paris Bordon, Francesco Beccaruzzi, Domenico Capriolo, sino alla metamorfosi imposta dal Pordenone, graffiata a sua volta da Tiziano.

Una terra che sopporta e interpreta le ferite e le separazioni della guerra esplosa dalla lega di Cambrai, le pustole della peste e non vuole perdere la propria vivacità, fisica e intellettuale, nemmeno quando arriva un ospite oscuro, onnipresente, silenzioso fino a quando non decide di rivelarsi: l’Inquisizione. E per instillare l’Inquisizione a Venezia, papa Paolo III dei Farnese invia una figura elegante, suadente, raffinata e terribile, molto pratica e terrena, che si è ben comportato a Benevento, un nunzio apostolico che ama la letteratura e che risponde al nome di Giovanni Della Casa.

Giovanni Della Casa

Giovanni Della Casa

A monsignor Della Casa il papa affida il compito di applicare le nuove direttive del tribunale dell’Inquisizione per arginare le diffusione del luteranesimo di qua della Alpi. Il metodo è una politica che dovrà cancellare ogni simpatia per la Riforma. Ogni… civile, culturale, artistica. Nasce l’indice dei libri proibiti. L’arte diventa un mezzo di propaganda e difesa della cultura uniforme. E’ l’inizio della Controriforma.

Alla fine della propria missione diplomatica, Giovanni Della Casa si ritirerà a Nervesa, poco fuori Conegliano, e scriverà il suo Galateo. E dove incontrerà la poetessa Gaspara Stampa, che descrive le campagne coneglianesi come una fotografia, dove dialogherà con Pietro Bembo, che dimorava ad Asolo, e dove si muove la bellissima Elisabetta Querini, donna colta, emancipata, indipendente, che influenza i più esclusivi ambienti veneziani, che si fa ritrarre da Tiziano, che è cantata da Bembo, che inventa lo stile delle figura di donna bella, potente, delicata, riservata, malinconica.

Al centro di questa inquietudine,tra lacerazioni religiose e civili, tra idee nuove e conservatrici, tra godimenti e privazioni, tra tinte forti e tessuti semplici, tra gli acini sodi maturati al sole e, spremuti, lasciati maturare nel buio delle cantine, si snoda l’evoluzione della pittura dalla monumentalità classica di Cima, alle infiltrazione dei pittori lombardi, soprattutto Francesco da Milano, fino ai paesaggi infiniti di Tiziano.

Inquietudine del '500

Inquietudine del ‘500

Artisti come il Pordenone, che arriva a Conegliano senza grandi clamori, ma che, frequentando il territorio tra Conegliano e Venezia, apre il proprio senso artistico interpretando l’inquietudine di quel momento in quella terra, che sfocia in curiosità, voglia di contaminare e farsi contaminare.

E in questo magma di idee nascono gruppi di intellettuali che aderiscono al luteranesimo, dottrina che nemmeno a Venezia sembra dispiacere. Conegliano e il suo territorio sono al centro delle attenzioni dell’Inquisizione. La diocesi di Ceneda, nel cui territorio rientrava e rientra Conegliano, era permeata da movimenti contrapposti alla Chiesa Romana, attivi e con presa crescente tra la popolazione e la classe dirigente. E è qui si fa strada la figura di Riccardo Perucolo, pittore di buone prospettive, e letterato. Figlio della ricca borghesia artigianale, si forma alla scuola di grammatica di Conegliano, una istituzione frequentata da ricchi. Leggeva molto, leggeva in volgare anche le Sacre Scritture. Si sa ancora poco di questo personaggio, restituito dalle cronache del passato solamente pochi anni fa, ma sembra certo che in pubblico, mentre lavorava, parlasse molto dei propri studi e cercasse il confronto, e probabilmente lo scontro, con le idee dominanti e più diffuse, andando apertamente contro il Papato. L’Inquisizione lo condannò due volte: la prima volta ricevette la grazia. Poi ricevette un secondo processo, per possesso illecito di nove libri proibiti, fu giudicato recidivo e condannato al rogo.

Il rogo di Riccardo Perucolo, 1568.

Il rogo di Riccardo Perucolo, 1568.

In un resoconto di un funzionario di Conegliano ad un suo superiore a Venezia (esposto nella mostra) si viene a sapere che la condanna di Perucolo è stata eseguita attorno all’inizio della primavera del 1568, nella piazza del mercato di Conegliano, area che oggi corrisponde… alla stazione dei treni, luogo di scambi per definizione. La Storia ha il senso dell’ironia. Ed è qui che la mostra un Cinquecento inquieto si conclude.

Fine

Se andrete a visitare la mostra ditemi come avete trovato questo viaggio tra le inquietudini del ‘500.

Ciao ciao

Alberto

(Twitter @AlbertoRosa22) 

 

Storia di un piatto di pastasciutta.

Solo un piatto di pasta?

20140302-130438.jpg

Sì! Però (se proprio è necessaria una spiegazione), allora questo piatto contiene una pasta integrale biologica, prodotta da una mia amica in Emilia. I pomodori sono nati stati coltivati sul grande terrazzo di un ragazzo campano. L’alloro l’ho tagliato dalla pianta dei miei vicini di casa. E il coltello con cui ho affettato il tutto proviene da Maniago, in Friuli Venezia Giulia.

Sì, è un piatto di pasta solo, unico per davvero.

Buon appetito

Alberto
(on Twitter @AlbertoRosa22)